Pellegrinaggio pulsanti - richardandisabelburton

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Ragioni che mi hanno indotto a intraprendere il Pellegrinaggio
 
   Nell’autunno del 1852 ho offerto i miei servigi alla Royal Geographical Society per cancellare l’obbrobrio che la grande macchia bianca corrispondente sulle nostre mappe alle regioni centrali e orientali dell’Arabia rappresentava per l’esplorazione moderna. Era mia intenzione attraversare la grande penisola arabica in linea retta da Medina a Mascat o in diagonale dalla Mecca a Makallat, sull’Oceano Indiano. Il lettore troverà descritte in questo libro le circostanze avverse che fecero fallire il mio piano.
   Stanco del ‘progresso’ e della ‘civilizzazione’, curioso di vedere coi miei occhi la vita dei Musulmani in un paese maomettano - quella vita che altri si accontentano di conoscere con gli orecchi, attraverso il racconto - desideroso di mettere piede in quell’angolo di mondo misterioso, che nessun viaggiatore aveva mai descritto, rilevato, disegnato o fotografato prima, ho deciso di riesumare il mio vecchio travestimento da persiano vagabondo, da derviscio, e di partire.
   Ho dato il titolo di Narrazione personale a questo resoconto del mio viaggio estivo attraverso Al-Hijaz, perché sono le cose relative all’individuo che interessano l’umanità. Fra i lettori che non seguiranno il mio esempio, vi sarà una percentuale di curiosi interessati a sapere in quale modo io sia riuscito a trasformarmi di colpo in un Levantino e ad apparire come tale sulla scena orientale. Fra gli avventurieri che seguiranno il mio esempio, vi sarà una parte che troverà utile il mio racconto e per questo motivo non sento il bisogno di scusarmi se la mia narrazione potrà apparire egocentrica.

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